Film e Documentari

LE ROMANE – storie di donne e di quartieri

Paese: Italia
Regia: Giovanna Gagliardo
Uscita: 2016
Durata: 52’
Cast:
Distribuzione:

Sinossi

Nella Roma tutt’altro che monumentale, dentro la città dei Quartieri, dei vicoli, delle panchine all’ombra dei platani, ci sono orme e segnali di presenze femminili che, seppur poco evidenti, si specchiano perfettamente nella personalità di alcune donne che in questi Quartieri sono nate, o che ci sono andate per propria scelta lasciando la loro impronta indelebile.

Qualche esempio:

A Trastevere, una ragazza poverissima, nata a Via del Mattonato, è costretta a lavorare all’età di appena dieci anni. Si improvvisa in mille mestieri: fa la fioraia, la tipografa, la cantante di cabaret, la sciantosa. In una manciata di anni, diventerà Lina Cavalieri, “la donna più bella del mondo”: la più invidiata, la più amata, la più desiderata da Principi e Regnanti. Il suo successo planetario e il suo fascino da leggenda, non le impediranno di rimanere fedele alle astuzie del vicolo originario e al buon uso oculato del suo immenso patrimonio.

A Testaccio è nata e cresciuta Gabriella Ferri. In quelle strade ha sentito risuonare i primi stornelli: li ha fatti suoi e restituiti alla sua maniera, creando un nuovo genere di musica popolare con echi cosmopoliti. Lei e la sua compagna delle prime avventure, Luisa De Sanctis, diventeranno le “testaccine” nazionali dei primi anni Sessanta.

Poco più avanti, verso la Piramide, una signora inglese, Amanda Thursfield, passeggia tra i viali del cimitero Acattolico, di cui è direttore, e le piace raccontare a modo suo le vite di alcune figure femminili che riposano lì.

All’Aventino, ci è capitata, e non per caso, una russa irrequieta e piena di talento. Negli anni Venti era una ballerina di danza moderna, nei Trenta si è insediata a Roma con il nome d’arte Jia Ruskaja e ha cominciato a fare la coreografa e l’insegnante. Sul colle dell’Aventino ha fondato la prima Accademia di Danza in Italia. La sua proverbiale severità e il suo conclamato rigore trovano, nei viali e nelle Basiliche austere della prima cristianità che punteggiano il quartiere, la scenografia ideale del suo carattere e del suo lavoro.

Nel Ghetto di Roma tutti sembrano in simbiosi con i vicoli stretti e bui nei quali si respira un’aria da romanzo mitteleuropeo. Qui, il passato e il presente sembrano la stessa cosa: sampietrini che ricordano i morti e i deportati, bambini che entrano ed escono correndo dalle scuole, musei che insieme con la memoria celebrano gli eventi e i riti del presente.

Impossibile al Ghetto cercare una protagonista.

Qui bisogna arrendersi alla coralità di una storia tutta al femminile che, all’interno del “serraglio” – durato per quasi quattro lunghi secoli – ha forgiato la propria forte identità.

E poi, c’è un quartiere che è un mondo, quello del cinema.

Cinecittà. E quando si coniuga Roma con il cinema, si scrive un solo nome: Anna Magnani.

Con materiale di repertorio delle Teche Rai, fotografie, riprese nei luoghi e negli ambienti che più rappresentano le personalità dei personaggi narrati, “Le romane – storie di donne e di quartieri”, vuole contribuire a una vera e propria riscoperta della “città delle donne”.